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02 Ottobre 2023A settembre l’Italia conferma il suo ruolo nel turismo europeo con tassi di saturazione elevati, flussi internazionali in crescita e sfide nei mercati degli affitti brevi e del turismo domestico.
Settembre conferma l’Italia come protagonista nel mercato turistico europeo, registrando un tasso di saturazione medio delle strutture ricettive online del 43,1%. Questo dato supera Spagna e Francia, anche se resta leggermente al di sotto della Grecia, leader con il 51,5%. L’analisi puntualizza come le città d’arte italiane continuino a essere le mete più ambite, accompagnate da prezzi medi più alti rispetto ad altre destinazioni. Il quadro generale evidenzia cambiamenti importanti nel settore degli affitti brevi e nelle preferenze della clientela internazionale, elementi che richiedono un’attenta lettura per interpretare rischi e opportunità.


Il comparto degli affitti brevi a settembre mostra una leggera diminuzione del tasso di saturazione (-1 punto percentuale rispetto al 2022), più marcata nelle ville con un calo del 6%. In questo contesto, si osserva tuttavia un incremento consistente dei prezzi, in particolare nei B&B, che crescono del 24% rispetto all’anno precedente. Questa dinamica apre una doppia lettura: da un lato, la domanda più selettiva e concentrata penalizza alcune categorie; dall’altro, l’aumento dei prezzi rappresenta un’opportunità per le strutture capaci di valorizzare qualità e servizi.
La flessione volumetrica impone una revisione delle strategie tariffarie, orientate a un posizionamento più attento. In un quadro competitivo sempre più complesso, distinguersi per la gestione oculata delle tariffe e per la qualità dell’offerta diventa imprescindibile, soprattutto nelle realtà legate agli affitti brevi, dove la variabilità della domanda si accentua.
La componente aerea svolge un ruolo decisivo nella ripresa, con una crescita del 14% nel numero di voli nella prima metà di settembre e un significativo aumento del traffico internazionale (+19%). Provenienze chiave sono Stati Uniti, Germania e Francia, mentre emerge un dato clamoroso: i turisti cinesi sono tornati in Italia con una crescita del +1.157% dopo le restrizioni legate alla pandemia. Questi flussi indicano una ripresa vigorosa che può supportare il rilancio delle strutture ricettive italiane.
In controtendenza, il turismo domestico registra una flessione rispetto al 2022, lasciando spazio a una riflessione strategica sulla fidelizzazione e sull’offerta indirizzata al cliente italiano. Sicuramente un segnale da leggere con attenzione, perché il mercato nazionale resta un tassello fondamentale per la stabilità annuale delle strutture, e richiede innovazioni e investimenti mirati per ritornare a rappresentare un volano di crescita.
Ad agosto, i turisti stranieri mostrano un grado di soddisfazione più elevato rispetto ai visitatori italiani, soprattutto nelle località balneari. Le attrazioni culturali e paesaggistiche guidano la scelta e il gradimento, seguite da affitti brevi e ristorazione, elementi chiave per la valorizzazione dell’esperienza di soggiorno. Stati Uniti e Regno Unito si confermano clienti strategici per il settore, motivo per cui le strutture devono orientare la comunicazione e l’offerta verso le aspettative di questi mercati.
Invece i turisti austriaci e tedeschi risultano meno soddisfatti, indicando l’esigenza di monitorare i fattori di insoddisfazione in queste aree. Comprendere in profondità le criticità può evitare perdite future e migliorare il posizionamento, soprattutto in un contesto competitivo come quello mediterraneo.

Il tasso di saturazione medio delle strutture ricettive online in Italia a settembre è del 43,1%, superiore a Spagna e Francia.
Il mercato degli affitti brevi ha mostrato una leggera diminuzione del tasso di saturazione di circa un punto percentuale, con un calo più marcato nelle ville.
I turisti provenienti da Stati Uniti, Germania, Francia e in particolare dalla Cina, con una crescita del +1.157%, rappresentano un forte incremento.
Il turismo domestico ha subito una flessione rispetto al 2022, richiedendo strategie di fidelizzazione e innovazioni per recuperare quota.
I turisti internazionali, soprattutto dagli USA e Regno Unito, mostrano alta soddisfazione nelle località balneari, mentre austriaci e tedeschi sono meno soddisfatti.